Vive le Rock! HATE TV review

Chi fosse ancora traumatizzato dall’impietosa riduzione del lavoro degli White Stripes ad un ridicolo e popolare coretto da stadio e fosse ancora alla disperata ricerca di una valida alternativa in grado di ridare linfa al nostro provato sistema immunitario musicale, sarà felice di sapere che possiamo scaldarci al calore dei Volcano Heat, trio nostrano ma che non ha niente a che spartire coi coretti di cui sopra né con la solita “italianità de noattri”.

Vive le Rock, primo full lenght dopo due ep, propone ben 11 pezzi per una dose massiccia di rock puro, merce rara ormai. Per chi, disilluso dalla parabola discendente del rock italiano causata dalla proliferazione di pupazzi da talent show, ha abbandonato il rock per lidi più radicali, è senza dubbio un piccolo piacere ritrovare sound genuini e tecnicamente sapienti come quelli di Vive le Rock. Primo: la cover che si accompagna ai pezzi originali (Come Together dei Beatles) è una scelta eccellente. Se la scelta della cover è cruciale per determinare il livello di un full lenght, poiché rivela inesorabilmente l’identità di una band, allora i Volcano Heat passano la “prova cover” a pieno punteggio. Emblema del rock nato dal superamento del pop e, nella versione dei Volcano Heat, più pesante e ritmicamente spinta, questaCome Together ricorda perfino i Temple of the Dog. Secondo: Vive le Rock è davvero un inno al buon rock, che prende e fonde influenze miste ma tutte riconducibili al vero rock non commerciale, arrivando a toccare un po’ le sponde del punk e anche della contaminazione elettronica. In sintesi, si tratta di una produzione innovativa proprio perché aderente al più vero significato del rock: essenziale, energetico, sexy.

Partiamo dal principio. Dead Leaves apre anticipando quelle che sono le caratteristiche di questo lavoro ma ha in sé un certo eco degli anni ’80 che ci mancava assai e che sa di Clash ma anche di Joy Division in certi passaggi. Shake Your Head invece introduce un certo swing ruvido ed un ritmo intrigante che  solletica con la stessa sensualità dei Doors mescolata con i White Stripes di ElephantThese Days si sviluppa coerentemente con le altre tracce ma più la ascolti e più ti fa venire in mente sperimentazioni tra il rock delle origini, quello dei capelli impomatati con la brillantina che si sciolgono col sudore del sound rock delle chitarre, e i Queens of the Stone Age, che di queste sperimentazioni sono forse uno degli esempi meglio riusciti. Today apre solo di batteria e chitarra acida e prosegue in modo corale uniformandosi allo stile assolutamente ben definito dei Volcano Heat.

Più complessa rispetto a tutte le altre tracce è, Restless nella quale linea melodica e strumentale si fondono in maniera sofisticata. Più che negli altri pezzi qui sono il sound, il ritmo e la distorsione a fare da padroni, mentre Secrets contiene piccoli cammei elettronici di pochi secondi che inseriscono un ulteriore elemento di variabilità al contesto complessivo dell’album. Chiude Everything is Right, che fa venire in mente The Crystal Ship per quei suggerimenti onirici che solo una voce giusta accompagnata da una sapiente linea strumentale sanno dare.

Per chi fosse così sciocco da applicare ancora categorie mediaticamente definite del tipo “Rock vs. Lento”, sappiate che non esiste dubbio alcuno: questo è rock. Ma non è semplice rock. E’ rock vero e puro. Non farà tornare indietro da Metal-landia alcuni di noi, ma non ci dispiace affatto sapere che è possibile (anche in Italia) smascherare coloro che hanno commercializzato l’idea stessa di rock con della vera buona musica che, tradotta in termini generali, significa buona cultura. Lasciamo allora esplodere i Volcano Heat e godiamoci lo spettacolo. Non si rimane scottati, anzi.

Elena Pavan

http://www.hatetv.it/articoli_detail.php?ID=1985