Stereo Invaders webzine intervista i Volcano Heat!

La purezza del rock ‘n’ roll è qualcosa che troppo spesso ci dimentichiamo, intenti a etichettare e collocare tutte le sottotrame del rock metal odierno. E invece esiste anche il jack e l’amplificatore, il volume “loud” e quei pochi accordi necessari a creare un effetto “vulcanico”. Ce lo ricordano i Volcano Heat.

Ciao ragazzi! Grazie mille della disponibilità. Parlateci un po’ di voi, come nasce in voi l’amore per la musica e come vi siete incontrati? (Gene) L’amore per la musica è un dono meraviglioso di provenienza ignota. Abbiamo avuto la grazia di riceverlo e lo condividiamo nel progetto Volcano Heat. Siamo attivi dall’estate del 2007. Io e Andrea siamo buoni amici da tempo, suonavamo assieme in una band precedente e c’eravamo presi una pausa. Poi incontrando Luca, abbiamo deciso di riprendere il percorso e formare una rock band con lui. Le cose sembrano funzionare.

Perché avete deciso di chiamarvi Volcano Heat ? C’è un motivo particolare e che significato ha per voi? (Gene) Nessun significato in particolare, il nome l’ho preso da un cartone animato della Warner Bros. Il tostapane di Duffy Duck prevedeva una regolazione “VOLCANO HEAT”! Non chiedermi per cosa cucinare, non lo ricordo, ma avevo in mente di tornare a suonare rock e di farlo con una band rovente, passionale e distorta. È un nome che ben ci rappresenta.

Se doveste autodefinirvi come lo fareste? Ci sono aggettivi, o colori, che in qualche modo sentite propri? (Luca) Siamo sospesi tra il rosso, il nero e le sfumature del grigio. Abbiamo un’anima scura ma l’energia che ci scorre dentro è luminosa. Abbiamo saldi legami con il british rock, la tradizione degli ’80 e la potenza sonora delle ultime produzioni. Credo che il nostro sound, grazie alla produzione nostra e di Alex Marton, sia un’ottima sintesi di tutto questo. Amiamo la scena inglese, quella dei Kinks di Ray Davies, dei Black Sabbath e dei Bauhaus.

Cos’è per voi fonte di ispirazione nella creazione dei brani? Cosa vorreste esprimere con la vostra musica? (Luca) Credo che i Volcano Heat esistano per tentare di scrivere belle canzoni, musica piacevole, energica e originale, pur senza stravolgere nessuno stile. Il nostro obiettivo è divertire e divertirci, ritagliarci uno spazio in ambito europeo e scrivere testi a contatto con la realtà di un mondo criminale, al quale dobbiamo opporci ogni giorno con attività che facciano rifiorire la cultura. E non c’è dubbio che la musica sia cultura!

La vostra musica è marcatamente Rock, un vero e proprio inno secondo noi. Ci sono stati projects del passato che vi hanno in qualche modo influenzato e portato ad amare il filone che vi appartiene? (Andrea) Amiamo diversi generi di musica e le nostre esperienze sono passate attraverso l’elettronica, il pop e il punk rock. Il nostro cuore cerca di restare accanto alla musica di qualità, una bella canzone resta una bella canzone sempre, jazz, reggae, metal o pop non importa. Non ci piacciono i ghetti, anche se “Vive le Rock!” è una vera dichiarazione d’amore per la canzone rock allo stato puro.

Vi vedremo presto dal vivo, se sì, dove e quando? Riuscite con facilità luoghi in cui esibirvi e proporre così i vostri brani? (Gene) È un periodo delicato, le apparizioni live in contesti interessanti si sono molto ridotte. Noi abbiamo l’ottimo supporto della Go Down Records, ma è una vera lotta suonare in giro. Stiamo lavorando per suonare in Europa, soprattutto Germania e all’est, credo in novembre. Le precedenti esperienze in tal senso sono state ricche di soddisfazione. Comunque sia, il 6 settembre saremo all’Home Festival di Treviso.

Grazie per la disponibilità, un saluto da Stereo Invaders webzine e complimenti di cuore per la vostra proposta musicale! (Volcano Heat) Grazie a voi per l’interesse e per aver apprezzato “Vive le Rock!”

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