Italia di Metallo. VOLCANO HEAT – Vive le Rock!

Rock and Roll! Rock and Roll !! Rock and Roll!!!

In tutta sincerità, se la mia recensione continuasse in cotal guisa, per altre 12 righe senza aggiungere altro, io avrei fatto ONESTAMENTE il mio lavoro e voi, care/i lettrici/lettori non potreste controbattermi niente, perché avrei semplicemente concepito The Perfect Review. Il termine Rock And Roll “fits like a glove” ai Volcano Heat, un power trio di chiara matrice 90’s (anche se un po’ di anni 80 si sentono eccome, per fare un esempio, nelle strofe dark e nel Drum’s sound del brano “Today”) di ispirazione Punk, ma che Punk poi non è. Questo è Rock, punto e basta. Non per niente il titolo se la canta e se la suona da solo: “Vive Le Rock!”

Energico, melodico, narcisisticamente minimale e diretto. I brani sono mediamente abbastanza brevi…nessun preliminare, baby, oggi si va dritti al sodo, oggi abbiamo bisogno di quello. Le ispirazioni palesi della band Veneta, per loro stessa ammissione sono gli Stooges, Warrior Soul, White Stripes e la scena Punk della Grande Mela, ma i suoni sono molto belli, molto attuali e a differenza della band di Jack e Meg White, le esecuzioni sono impeccabili.

I V.H. nascono alla fine dell’estate 2007 grazie all’incontro tra Luca (chitarrista e cantante degli Zond), Gene, membro fondatore e bassista dei Lola Rent e da Viant dietro i tamburi. Fanno uscire l’EP “And The Light Goes Out” (2008) e nell’ottobre del 2009 “Surrender / Live at Blocco A”, lavoro composto da 5 canzoni registrate live al Blocco A da Giulio Favero (bassista e produttore de Il Teatro degli Orrori) e Giovanni Ferliga (Aucan). Dopo un breve tour estivo europeo e l’uscita di “You Are Right” (registrazione dal vivo disponibile gratuitamente su jamendo.com), i Volcano Heat iniziano nel 2011 a comporre e registrare il loro primo album “Vive le Rock!”, prodotto da Alex Marton e distribuito oggi dalla gloriosa etichetta stoner Go Down Records.

Il pezzo di più forte impatto è sicuramente “White Rays, White Heat”, grande arrangiamento, melodia mai debole e compattezza di suono. Il brano, invece, da dimenticare secondo me è l’ennesima cover della Beatlesiana “Come Togheter”…davvero non se ne può più. Inoltre il brano è bellissimo e praticamente perfetto nella versione dei Fab Four, quindi se ne fai una copia fedele, incidi una cover inutile, ma se la cambi, la puoi solo sciupare.

Come ho già detto, suoni belli, bel tiro, basso molto presente ma non ingombrante, arrangiamenti mirati ad un live al fulmicotone. La voce di Luca, invece potrebbe avere un margine di miglioramento. Si adagia un po’ troppo sul genere e la sua equalizzazione nell’editing del disco, molto sottile e mediosa, atta a non intralciare le frequenze della sezione ritmica per non fargli perdere “pacca”, denota la personalità di chi si sente ancora più chitarrista, che cantante.I Presidents Of The U.S.A. ce la fanno benissimo a conciliare le due cose, indi per cui c’è speranza!

Consiglio comunque vivamente l’ascolto di questa nuova creatura dei Volcano Heat, quindi in alto i calic…ehm, no…i boccali e “VIVE LE ROCK!”